in un paese come la Colombia, dove la violenza è uno spettro sempre presente nella vita dei cittadini, dove è difficile rivendicare i propri diritti, sembra difficile cercare un dialogo con le istituzioni.
figuariamoci poi se a rivendicarli sono gli indios, una fetta di popolazione che non è rappresentata a livello governativo.
In questi giorni 60.000 indios colombiani stanno marciando verso Bogotà , la capitale, per incontrare il presidente, Alvaro Uribe e avere informazioni su quanto tempo debbano ancora aspettare prima di vedersi assegnati i territori che gli sono stati promessi e su come l'esecutivo giustifica i 300 morti che sono stati vittime delle violenze scatenate dai militari e della polizia con la scusa che tra i manifestanti si nascondevano dei terroristi ( mi sembra una tecnica che si sta cercando di utilizzare anche qui da noi, per fortuna senza i risultati che sono stati raggiunti in Colombia ndr)
speriamo che riescano a far valere i loro diritti
hasta la victoria siempre
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qui la versione web dell'articolo di Alessandra Coppola da il Corriere della Sera on line
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