sabato 27 febbraio 2010

energia atomica: versione blog di Luttazzi

concordo con l'analisi sull'energia atomica

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Pilates

1. Gelmini: "Riteniamo che il nucleare debba entrare a pieno titolo anche nelle conoscenze dei ragazzi"
2. Gelmini: "Riteniamo che il nucleare possa essere una fonte di guadagno enorme per il solito gruppo di imprenditori italiani, visto che sulle cosiddette energie alternative come il sole non è possibile lucrarci su molto, derivando esse da fonti disponibili a tutti. Ora occorre solo agire sulle ancora deboli menti dei giovani, raccontando quanto siano sicure le centrali, come queste siano l'unica soluzione alla richiesta sempre maggiore di energia, come risolvano il problema delle emissioni CO2, omettendo loro i rischi derivanti dallo smaltimento delle scorie, nonchè mentendo sul fatto che l'abbattimento dei gas serra è minimo, se si considerano estrazione, frantumazione, macinazione, fabbricazione del combustibile, arricchimento e gestione delle scorie, e nascondendo la possibilità di utilizzare centrali al torio che oltre ad essere più economiche, hanno un rischio di incidenti bassissimo se non nullo, un efficienza nettamente maggiore di quelle ad uranio, ma, ahimè, tra le cui scorie non c'è il plutonio e quindi non possono essere utilizzate per costruire bombe. Acqua in bocca, però, eh?"


quiil link per il blog di Daniele Luttazzi on line

giovedì 25 febbraio 2010

Appello "Per la libertà del pensiero economico"

ho appena trovato questo sito di economia.

www.sbilanciamoci.info.

navigando nel sito, a cui collaborano professori universitari (anche della nostra università), economisti esperti del settore, studenti e chi si interessa alla questione, ho scoperto un'idea etica dell'economia che mi interessa e sono d'accordo con la richiesta di un'economia attenta alla sostenibilità dello sviluppo, che già esiste concettualmente e che dovrà essere utilizzata perché quella che ha governato i sistemi economici finora e che basa tutto sul mercato non ha funzionato.
Negli ultimi anni abbiamo dovuto riscontrare che il mercato non può essere lasciato solo perché gli speculatori non si fermano davanti a nulla per il vantaggio di pochi.
Mentre il concetto di sviluppo nella civiltà deve intendere una crescita collettiva, integrazione, interazione, sostenibilità.
Non frammentazione di interessi piegati alla finanza.

la logica del consumo non ha futuro se vogliamo avere un futuro.

senza per forza essere degli economisti e quindi senza bisogno di aver delle conoscenze specifiche nel campo, potete rendervi conto da soli leggendo questo appello che ho trovato "linkato" nel sito e che mi sembra raccolga molte delle tematiche che sono nel sito.
in fondo ho inserito anche il link per firmare la petizione legata all'appello dell'economista Sylos Labini

ad maiora

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03/02/2010

sbilanciamoci.info aderisce al "manifesto per la libertà del pensiero economico", lanciato dall'Associazione Paolo Sylos Labini.

Ecco il testo dell'appello

1. La teoria dominante è in crisi
Oggi dopo anni di atrofizzazione si affaccia un nuovo sentire al quale la scienza economica deve saper dare una risposta. La crisi globale in atto segna un punto di svolta epocale. Come in tanti hanno rilevato, oggi entrano in crisi le teorie economiche dominanti e il fondamentalismo liberista che da esse traeva legittimazione e vigore. Queste teorie non avevano colto la fragilità del regime di accumulazione neoliberista. Esse hanno anzi partecipato alla edificazione di quel regime, favorendo la finanziarizzazione dell’economia, la liberalizzazione dei mercati finanziari, il deterioramento delle tutele e delle condizioni di lavoro, un drastico peggioramento nella distribuzione dei redditi e l’aggravarsi dei problemi di domanda. In tal modo esse hanno contribuito a determinare le condizioni della crisi. E’ necessario ricondurre l’economia ai fondamenti etici che avevano ispirato il pensiero dei classici.
2. E’ urgente riaprire il dibattito economico
E’ urgente riaprire il dibattito sulle fondamenta delle diverse impostazioni teoriche presenti nel campo economico. Occorre respingere l’idea – una giustificazione di comodo per tanti economisti e commentatori economici mainstream – che esista una sola verità nella scienza economica. Occorre dare spazio alle teorie alternative – keynesiana, classica, istituzionalista, evolutiva, storico-critica nella ricchezza delle loro varianti – nell’insegnamento e nella ricerca. Occorre adeguare ai tempi i nostri strumenti, assumendo l’analisi di genere nei nostri studi. E’ necessario dare “diritto di tribuna” ad ogni nuova idea economica nel segno della libertà e del libero confronto. Le concentrazioni di potere (nelle università, nei centri di ricerca nazionali e internazionali, nelle istituzioni economiche nazionali e internazionali, nei media), come quelle che hanno favorito nella fase più recente l’accettazione acritica del fondamentalismo liberista, debbono essere combattute.
3. Un’economia al servizio delle persone
La scienza economica dev’essere intesa in modo ampio, senza definizioni unilaterali e con piena apertura all’interscambio con le altre scienze sociali. L’obiettivo della ricerca dovrebbe consistere nella comprensione della realtà sociale che ci circonda, come premessa per scelte politiche dirette a migliorare la condizione di vita delle persone e il bene comune.
4. Un metodo non più fine a se stesso
A questo fine va indirizzato l’utilizzo delle tecniche disponibili, dall’analisi storiografica a quella econometrica, dall’analisi delle istituzioni alla costruzione di modelli matematici, senza preclusione verso alcuna tecnica ma allo stesso tempo senza che la raffinatezza tecnica dell’analisi divenga un obiettivo autoreferenziale, fonte di conformismo e di appiattimento nella formazione delle giovani leve di economisti. Per questo, va favorito un confronto critico tra impostazioni e analisi diverse.
5. Una nuova agenda
Suggeriamo cinque temi – su cui promuovere studi e iniziative – che ci sembrano di particolare rilievo nella fase attuale:
a. Mercato, stato e società. Dopo decenni in cui il mercato e la sua presunta “mano invisibile” hanno invaso gli spazi dell’azione pubblica e delle relazioni sociali, è necessario pensare nuove forme di integrazione tra mercato, stato e società, con attenzione per i temi della democrazia, della giustizia, dell’etica, in un quadro di sostenibilità ambientale dello sviluppo;
b. Una globalizzazione dal volto umano. Dopo una mondializzazione dei mercati trainata dalla finanza e priva di regole, è necessario pensare a un’integrazione internazionale tra i popoli che sia democraticamente governata, che alimenti i flussi di conoscenze e di persone accanto a quelli di merci, e che promuova la cooperazione sociale anziché la feroce competizione globale.
c. Un nuovo umanesimo del lavoro. E’ necessario ripensare il ruolo del lavoro nelle società moderne, come fonte di reddito dignitoso per tutti, di conoscenze, di relazioni sociali e come strumento di formazione ed emancipazione civile dei cittadini.
d. La riduzione delle disuguaglianze. Le differenze di reddito e di potere, tra paesi e – al loro interno – tra gruppi sociali e persone sono cresciute in modo inaccettabile ed è necessario quindi pensare ad un modello di organizzazione delle relazioni che punti realmente a ridurre le disuguaglianze sociali, territoriali, tra uomini e donne e tra le singole persone. Questo è necessario anche per individuare una credibile via d’uscita dalla crisi, che richiede un rilancio dei consumi individuali e collettivi e degli investimenti pubblici, e l’emergere di una nuova domanda da parte di paesi e gruppi che in passato erano rimasti al margine dello sviluppo e del benessere sociale.
Senza tali cambiamenti il rischio concreto è che si punti a ripristinare il regime di accumulazione neoliberista fondato sulla speculazione finanziaria, e che si alimentino per questa via crisi ulteriori ed ancora più gravi dell’attuale.
e. Uno sviluppo più equilibrato. Va favorita la transizione da una crescita quantitativa senza limiti verso uno sviluppo più equilibrato basato sulla qualità. Occorre impegnarsi per costruire degli indici alternativi al prodotto interno lordo che è inservibile e fuorviante dal momento che non riesce a rappresentare diverse attività economiche, i costi ambientali e il reale benessere della popolazione.


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qui il link per il sito sbilanciamoci.info
qui il link per firmare la petizione per l'appello per la libertà del pensiero economico dal sito di Paolo Sylos Labini

mercoledì 17 febbraio 2010

Great Eastern Garbage Patch











non so se siete al corrente ma a causa del comportamento dissennato di tutti noi, nel Pacifico esiste una massiccia concentrazione di rifiuti plastici DELLE DIMENSIONI DEL TEXAS (696.241 km² . l'Italia è solo 301.338 km² ndr)

nel link per l'articolo che trovate in fondo a questo post potete vedere un filmato che dovrebbe farci riflettere la volta prossima che compriamo qualunque articolo contenuto in una bottiglia di plastica o usiamo uno shopper...

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qui il link per la versione web dell'articolo dalla CNN.com on line (eng)

qui trovate il video girato per documentare lo scempio da VBS.tv on line

sabato 13 febbraio 2010

altra battaglia tra ambientalisti e baleniere

un'altra battaglia si è consumata nell'Antartico: da una parte le baleniere - che incredibilmente giustificano la loro crudele caccia con l'evidente scusa di fare ricerca scientifica.. ndr - e le navi degli ambientalisti nell'Antartico.
l'ultima volta era finita con lo speronamento e la distruzione di una barca degli ambientalisti.
stavolta sembra invece che le sorti dello scontro si siano invertite..

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qui il link per la notizia e un filmato da il Corriere della Sera on line

sondaggio NO OGM sul Corriere

nel sito del Corriere della Sera on line trovate questo sondaggio per verificare chi è favorevole o contrario agli OGM
facciamo sentire la nostra voce


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qui il link per il sondaggio da il Corriere della Sera on line

mercoledì 10 febbraio 2010

primo distributore ad idrogeno in Lombardia

Apre in Lombardia il primo distributore di idrogeno

L'impianto di Assago rifornirà le auto a basso impatto con una miscela di idrogeno e metano. La Regione mette in cantiere 30 nuovi impianti.

qui la versione web della notizia da Zeusnews.com

sabato 6 febbraio 2010

Etiopia, il business italiano delle maxi-dighe difettose











riporto le prime frasi di un interessantissimo articolo da Libre che ci informa (come NON hanno fatto i media di regime ndr) di un'incredibile situazione che si è creata in Africa a causa delle deficienze delle aziende italiane che hanno in appalto i lavori di costruzione di dighe per lo sfruttamento energetico del fiume Gibe.

pazzesco.

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Gioiello idroelettrico made in Italy, è crollato a due settimane esatte dall’inaugurazione, avvenuta il 13 gennaio alla presenza del ministro degli esteri Franco Frattini. Si tratta del Gilgel Gibe II, il tunnel di 26 chilometri costruito per generare energia sfruttando la differenza di altitudine fra il bacino della Gilgel Gibe I e il fiume Gibe. Il cuore naturale dell’Etiopia, lungo la valle del fiume Omo, è un paradiso che sta per sparire, ingoiato da grandi interessi: dietro a questo misero flop, infatti, c’è un intreccio di business a nove cifre, sostenuto negli ultimi 15 anni da Etiopia, Italia ed Europa....

continua

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qui il link per il sito di Libre - Network creativo indipendente nato a Torino nel 2003 - dove trovate l'articolo in versione integrale on line